231

2022 01 18 – Differenza tra truffa aggravata e indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato
a cura avv. Stefano Rubiu
Commette il reato di indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato (art. 316-ter c.p.) e non quello di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) chi dichiari falsi requisiti per ottenere il finanziamento per le imprese danneggiate dal Covid (Cass. pen., sez. 6, sent. n. 2125, ud. 24 11 2021, dep. 18 01 2022)
Il caso – Una professionista di Mantova, all’inizio dell’emergenza sanitaria Covid-19, domandava un finanziamento garantito dallo Stato, secondo quanto previsto dal decreto liquidità, dichiarando di aver conseguito nell’anno 2018 un reddito di poco superiore ai 100 mila euro.
In seguito alla presentazione della domanda, la Guardia di finanza effettuava delle indagini al cui esito accertava un’omessa dichiarazione e una percezione di redditi nel 2018 per 20 mila euro (anziché i 100 mila dichiarati).
Poiché la norma finanziava il 25% del reddito, la professionista aveva percepito indebitamente la maggior somma calcolata, percentualmente, sul falso (e maggiore rispetto a quello effettivo) reddito autocertificato al momento di presentazione della domanda.
Inizialmente, veniva contestato il reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.). Successivamente, il Gip, riqualificava l’illecito contestando il reato di indebita percezione di erogazioni a danni dello Stato (art. 316-ter c.p.).
In tale contesto veniva disposto anche il sequestro preventivo della somma indebitamente percepita. Contro tale decisione l’indagata proponeva impugnazione innanzi il tribunale del riesame che, però, confermava la bontà del sequestro. Avverso tale conferma, la professionista proponeva ricorso in Cassazione. Da qui il coinvolgimento della sez. 6, Cass. pen., che con la sentenza n. 2125, ud. 24 11 2021, depositata il 18 01 2022:
– ha premesso che gli interventi di sostegno alle attività effettuati dalle amministrazioni pubbliche (crediti di imposta, bonus fiscali, concessioni di garanzie, contributi, etc.) rientrano nella nozione di finanziamento pubblico;
– ha affermato che il discrimine tra la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e l’indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato è costituito dall’induzione in errore (nel caso specifico, la norma prevedeva l’erogazione del finanziamento in misura pari al 25% dei ricavi, desunti dall’ultimo bilancio, alla data della domanda, o da altra documentazione da autocertificare ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000);
– ha statuito che la condotta di chi accede al beneficio sulla scorta di un’autodichiarazione che attesti requisiti inesistenti, non integra il reato di truffa con l’inganno (in quanto il destinatario non è tenuto ad alcun accertamento sulla veridicità e, quindi, non può essere indotto in errore) ma integra la diversa fattispecie del reato di indebita percezione di erogazioni.
[nota – Successivamente al periodo cui si riferisce il caso esaminato dalla Cassazione, l’articolo 25 del DL 34/2020 ha previsto espressamente la configurabilità reato previsto dall’art. 316.ter c.p. per le contribuzioni erogate nel periodo emergenziale.]
[nota – Entrambe le ipotesi di reato (art. 316-ter c.p. e art. 640-bis c.p.) sono contemplate dall’art. 25 del D.lgs. 231/2001 quali reati presupposto.]

2021 06 10 – Privacy – Linee guida cookie e altri strumenti di tracciamento
a cura avv. Stefano Rubiu
Il Garante della Privacy ha adottato le Linee Guida sull’utilizzo di cookie e di altri strumenti di tracciamento che entreranno in vigore dal 9 gennaio 2022.